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Professione mercenario (parte 3)

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Donald Trump non è il primo né l’unico presidente americano ad aver apprezzato e appoggiato l’operato delle Compagnie Militari Private. Prendiamo un solo caso esemplare, la sua vicinanza ad una delle compagnie che ha fatto più parlare di sé all’epoca dell’invasione americana in Irak, i cui protagonisti sono ancora attivi oggi.

La nascita di Blackwater

La Blackwater, che nel 2009 ha deciso di cambiare una prima volta il proprio nome in XE Services LLC, e fra poco capiremo il perché, è stata fondata alla fine del 1996 da Erik Prince, ex marine facente parte di una ricchissima famiglia di cristiani evangelici del Michigan, e munifico finanziatore delle campagne elettorali di Donald Trump. Il primo contratto importante da parte degli Stati Uniti l’ha ricevuto nel 2000, in seguito all’attentato al cacciatorpediniere USS Cole nel Golfo di Aden, nello Yemen.

Ma è stato in Irak che la Blackwater ha fatto più parlare di sé (per un racconto in prima persona andrebbe letto il già citato libro di Spinelli, contractor italiano in Irak). Il 31 marzo 2004 a Fallujah quattro contractors della Blackwater vennero uccisi e bruciati da parte di insorti iracheni, ed i loro cadaveri trascinati per la città e appesi ad un ponte sul fiume Eufrate. Il mondo prendeva coscienza con orrore dell’esistenza dei contractors. Da quel momento la battaglia tra marines americani e ribelli iracheni per il controllo della cittadina ad ovest di Baghdad divenne spietata.

La vicenda acuì le critiche e le denunce nei confronti da un lato delle modalità con cui la compagnia conduceva le proprie operazioni, e d’altro lato della sicurezza di chi operava, spesso sacrificata per economizzare sui costi delle operazioni.

Lo scandalo dei mercenari

Ma fu nel 2007 che le critiche nei confronti delle milizie private si fecero roventi. Il 16 settembre a Baghdad un gruppetto di quattro contractors fu incaricato di verificare la sicurezza di una piazza in vista del passaggio di un convoglio del Dipartimento di Stato americano. Osservando una macchina che procedeva contromano verso di loro, affiancata da un poliziotto iracheno, i quattro aprirono il fuoco, scatenando la reazione della polizia irachena. Sulla vettura in realtà vi erano dei civili, che non avrebbero potuto rappresentare un pericolo.

Il bilancio finale fu di 17 morti e venti feriti. Il giorno successivo la licenza della Blackwater per operare in Irak fu temporaneamente revocata. In seguito vennero condotte almeno cinque indagini, che confluirono in un corposo dossier battezzato Blackwatergate, contenente le prove di numerosi conflitti a fuoco, per l’80 % scatenati dalla Compagnia stessa. Il Dipartimento di Stato fu inoltre accusato di non aver mai indagato sui numerosi incidenti succedutisi in Irak.

Travolta dallo scandalo, la Blackwater modificò più volte il proprio nome e la propria organizzazione interna, confluendo infine nel 2014 con il nome di Academi nel gruppo Constellis Holdings. Nel 2015 i quattro contractors vennero condannati negli USA a pene tra i 30 anni e l’ergastolo per i fatti di Bagdad. Ma nel 2020, Donald Trump concesse loro la grazia, scatenando lo sdegno da parte di numerose associazioni americane e internazionali. In quello stesso periodo i poteri presidenziali di Trump furono esercitati anche a favore di un commando di soldati americani graziati dopo esser stati condannati per aver ucciso dei civili in Afghanistan.

Donald Trump e i contractors

Nel 2021,durante la sua prima esperienza da presidente, Trump avrebbe fortemente appoggiato un programma di arruolamento di veterani di guerra ucraini per la costruzione di un centro di addestramento all’avanguardia gestito da Academi e servizio di intelligence ucraino, per un piano d’affari stimato attorno ai dieci miliardi di dollari. E tutto ciò prima dell’invasione russa dell’Ucraina.

Ma anche nell’attuale mandato Donald Trump sembra intenzionato a sfruttare al meglio i servizi delle compagnie militari private, sia sul piano interno che su quello estero. A fine dicembre, quindi prima del suo secondo insediamento alla Casa Bianca, Trump ha ricevuto sul suo tavolo di lavoro una proposta da parte di un importante gruppo di contractors (dietro al quale ci sarebbe ancora il vecchio amico Erik Prince, fondatore di Blackwater) per l’ambizioso piano di espellere dodici milioni di migranti irregolari entro le elezioni di metà mandato del 2026. Il piano, dal costo di 25 miliardi di dollari, prevede una rete di “campi di elaborazione” (sono “campi di concentramento” espressi in modo più elegante), una flotta privata di cento aerei e un contingente di diecimila privati cittadini, compresi veterani militari ed ex agenti di polizia autorizzati ad arrestare i migranti irregolari.

Il futuro dei mercenari USA

Ed anche per il futuro riassetto di Gaza Trump sembra prevedere un uso massiccio di contractors, che garantiscano uno sviluppo pacifico e ordinato della ricostruzione di quella martoriata terra, possibilmente epurata dal popolo palestinese.

In questi tre brevi contributi sui moderni mercenari si è voluto semplicemente accennare ad alcuni aspetti di una realtà che sta sempre più prendendo corpo, in perfetta sintonia con il periodo storico che stiamo attraversando. . Il moderno mercenariato è infatti una logica conseguenza di una linea neoliberista spinta, nella quale anche la sicurezza viene appaltata a privati che ne ricavano enormi profitti. In questi giorni anche l’Europa torna a parlare di riarmamento e di rafforzamento della difesa, dopo che negli scorsi decenni sembrava aver imboccato una strada rivolta alle armi della diplomazia, pur sotto il cappello degli Stati Uniti e della Nato.

Acuto osservatore dei suoi tempi, ricchi di scontri e di conflitti, Niccolò Machiavelli invitava principi e repubbliche a diffidare delle truppe mercenarie, definire “inutile e periculose”. Forse varrebbe la pena tenerlo a mente.

Fonti:

https://www.tio.ch/dal-mondo/attualita/1666213/blackwater-guerra-compagnia-operazioni-militari-sicurezza-prostitute

https://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/Il_ruolo_crescente_mercenari.html


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