vascello iva incontro all'alba

Perché nasce il veliero di vetro

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C’era bisogno che nascesse un nuovo blog? Probabilmente no, le occasioni per poter trovare notizie o approfondimenti sono sterminate, tra web, tv e pubblicazioni. E allora perché? Se di sicuro le notizie abbondano, è forse più difficile trovare percorsi originali che diano non dico un senso, ma almeno una parvenza di luce a ciò che sta succedendo. E soprattutto è difficile sentire di poter far parte attiva di un percorso alla ricerca di tale senso. E’ questo il motivo principale per il quale nasce il veliero di vetro. Ci vorrà del tempo, ma la speranza è proprio quella di coinvolgere il maggior numero possibile di lettori/scrittori in una riflessione collettiva su di un mondo che sta cambiando velocemente, e che in questi ultimi mesi ha imboccato una via assolutamente nuova, iniziando a navigare in acque sconosciute. Nel blog non sono presenti spazi per i commenti, perché la reazione immediata è spesso poco significativa, (e gli spam bot abbondano). Una partecipazione meno impulsiva, attraverso contributi minimamente meditati e articolati, potrebbe essere più soddisfacente per tutti, per chi la mette in atto e per chi ne usufruisce. Anche se questi contributi saranno gioco forza degli input, degli appunti che potrebbero generare ulteriori spunti per spingere l’imbarcazione lungo rotte interessanti.

Secondo la tradizione, la prima imbarcazione costruita dall’uomo fu Argo, il mitico vascello che trasportò uno stuolo di eroi, gli Argonauti, in Colchide alla conquista del vello d’oro. Costruita usando anche un pezzo della quercia profetica di Dodona, si racconta che la nave possedesse poteri oracolari. Sicuramente ha permesso a generazioni intere di lettori nel corso dei secoli di vivere un viaggio esistenziale ricco di significati. Per chi non avesse voglia di affrontare la lettura dell’opera originale, esiste una brillante rilettura di Andrea Marcolongo, l’autrice de “La lingua geniale”, che ripercorre le tappe fondamentali dell’impresa eroica, leggendole con gli occhi di oggi. Ne vale la pena.

Molto più modestamente, il Veliero di vetro vuole essere un’occasione per andare alla scoperta di aspetti meno “mainstream” di alcune realtà che ci stanno attorno, e che sta cambiando molto velocemente, facendoci anche un po’ paura. Guerre, crisi climatica e nuove tecnologie nelle mani sbagliate inducono ad essere attenti e circospetti.

Il veliero è stato voluto di vetro, perché la sua trasparenza dovrebbe favorire una visibilità il più possibile ampia di ciò che ci circonda. Ed anche perché in tal modo può navigare senza farsi notare, cogliendo gli aspetti più veri della realtà. Si sa, proprio per la sua natura di osservatore, chi cerca di interpretare la realtà la influenza. Il fatto di essere trasparenti, e quindi poco visibili, dovrebbe permettere di diminuire questo rischio. E poi il vetro permette riflessi e sfumature di grande bellezza.

La cambusa

Infine due parole sul luogo immaginario in cui ci troviamo in questo momento, la cambusa. Su di un’imbarcazione, la cambusa è il luogo dove vengono depositati i viveri da consumare nel corso del viaggio. E’ un investimento fondamentale per il viaggio, senza il quale non ci sarebbe un futuro per i viaggiatori. Nella cambusa di questo Veliero è quindi giusto che trovino posto gli scritti di fantasia, slegati dai fatti reali, ma da essi suggeriti, ma anche riflessioni più ampie su come osserviamo e descriviamo il mondo, così da poter alimentare il futuro della missione del blog. Anche questo luogo per il momento è piuttosto vuoto, e ha bisogno dell’aiuto di tutti. Quindi fatevi avanti.
Comunque sia, ora che il veliero è salpato, l’augurio è che possa navigare a lungo per il piacere di chi lo guarda e di chi lo fa. Buon vento!


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