Foto di Jean-Christophe André @Pexels

Verso la Groenlandia

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La prua del Veliero di vetro, che sta iniziando a vivere di vita propria, ha deciso di puntare verso la Groenlandia. Di questa sconfinata superficie ghiacciata ne stanno parlando tutti in questi giorni, e con giusta causa. In fondo si tratta di un’isola che vanta molti primati: è l’isola più grande al mondo (2,6 milioni di chilometri quadrati, sette volte l’Italia), ha la densità di popolazione minore al mondo (56mila abitanti, pari 0,03 abitanti per chilometro quadrato), e vanta un autogoverno, anche se il suo territorio appartiene alla Danimarca. Ma, a quanto pare, punta all’indipendenza.

Foto di Lara Jameson @Pexels

Groenlandia ti voglio!

In realtà però il motivo reale per cui se ne parla tanto è la proposta americana di volerla acquistare/annettere/conquistare/…, insomma, farla propria. E per più di un motivo. Anzitutto è in una posizione incredibilmente strategica, tra il Nord Atlantico e l’Artico, punti di passaggio di fondamentali rotte marittime e aeree. Con lo scioglimento dei ghiacci artici, il passaggio marittimo a nord ovest diventa sempre più accessibile. Nel suo territorio vi è una fortuna in giacimenti di ogni tipo: terre rare, oro, argento, platino, rubini, diamanti, zinco, piombo, rame, nichel, e la lista potrebbe continuare. Oltre, naturalmente a petrolio, gas naturale e uranio.
Ma esiste un altro importantissimo motivo per cui la Groenlandia è un paese estremamente interessante. Questo enorme isola influenza le correnti oceaniche e atmosferiche, contribuendo a regolare il clima globale. L’acqua dolce proveniente dallo scioglimento di ghiacci modifica la salinità dell’oceano Atlantico, influenzando il clima del nord America e dell’Europa. Non solo. I suoi ghiacci conservano preziose informazioni sul clima del passato, permettendo ai ricercatori di ricostruire le variazioni climatiche e di prevedere gli scenari futuri. Le carote di ghiaccio, prelevate dalla calotta glaciale, rivelano la composizione dell’atmosfera e le temperature di migliaia di anni fa.
Insomma, la Groenlandia è un indicatore sensibile del cambiamento climatico e un simbolo della fragilità del nostro pianeta. La sua tutela richiede un impegno globale per la riduzione delle emissioni di gas serra e per la promozione di uno sviluppo sostenibile.

Foto di Jean-Christophe André @Pexels

Ma quanto sei ricca?


Lo sfruttamento delle sue materie prime potrebbe incrinare in modo definitivo il suo fragile equilibrio, già messo a dura prova dallo scioglimento dei ghiacci. Non solo gli USA di Trump sono interessati a trarre il massimo profitto dalla Grande Isola, nella gara vi sono anche Russia e Cina. Una sua futura eventuale indipendenza lascia aperta la questione sui mezzi di sostentamento di una popolazione che campa grazie alla pesca. Quanto tempo riusciranno a resistere valle lusinghe di tycoon e nuovi conquistatori allettati dalle sue enormi ricchezze?
Pensare di lasciare tutte queste ricchezze, non solo materiali, ma anche di conoscenza (e conseguente potere sul futuro del nostro pianeta) nelle mani sbagliate, personalmente mi fa paura.
Forse sarebbe il caso di prendere in considerazione la possibilità di renderla una nazione protetta a livello internazionale da uno statuto che le garantisca di non venire sfruttata da nessuna potenza straniera, mantenendo il più a lungo possibile il suo fragile equilibrio. Con i tempi che corrono, tempi di ultraliberismo sfrenato, dove tutto ha un prezzo e può essere acquistato, più che una proposta questa sembra essere una chimera.


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