Finalmente anche noi poveri mortali iniziamo a trovare il bandolo della matassa, e a capire quali piani demoniaci stiano spingendo il presidente americano a compiere atti altrimenti incomprensibili. Il vero nemico di Trump è il debito pubblico, che oggi ammonta a 36,22 trilioni di dollari. Una cifra enorme, che è praticamente raddoppiata negli ultimi 10 anni (era di 18,5 trilioni nel 2015). Se questo trend dovesse confermarsi nei prossimi anni, gli Stati Uniti andrebbero incontro a notevoli problemi di ordine economico.

Maga? Davvero?
In ottica trumpiana, un debito pubblico in ascesa impedirebbe di portare avanti il sogno MAGA (Make America Great Again). Ecco spiegata l’investitura di Elon Musk come capo e mente suprema del DOGE (il Departement of Government Efficiency, non la criptovaluta), proprio per “tagliare con la motosega” i supposti sprechi miliardari all’interno della complessa macchina amministrativa americana. Ad oggi i risultati sembrano essere modesti, se non addirittura controproducenti. Mentre si inseguono costanti le voci di dimissioni da parte di Musk entro il 30 maggio, le attività del dipartimento sono da più parti sotto inchiesta per le modalità (mancanza di rispetto delle normative federali e di trasparenza, oltre che potenziali danni a programmi essenziali).
Ed anche il rapporto apparentemente idilliaco tra Musk e Trump sembra che si sia in parte ridimensionato negli ultimi i giorni, soprattutto a causa della questione dazi. Il boss della Tesla e di SpaceX ha infatti perso in pochi giorni decine di miliardi in azioni, dati i tonfi delle borse. E altri miliardari, fra i quali parecchi sponsor di Trump, hanno seguito la stessa strada. Ma nella giornata di ieri, giornata nella quale The Donald ha sancito una pausa-dazi, le borse hanno ripreso decisamente respiro. Chissà se qualcuno, molto vicino al presidente ed ai suoi sbalzi di umore, non ne abbia approfittato!
Ma la pausa sui dazi è stata veramente decisa per un colpo di testa di Trump, l’uomo al quale quasi tutto il mondo vorrebbe “baciare il culo” (secondo le sue stesse parole)? C’è chi ha notato che ieri i risultati della vendita dei buoni del Tesoro decennali americani era andata bene, anche grazie al quasi 90% di stranieri che li hanno acquistato, finanziando in tal modo il debito americano. Un quarto d’ora dopo Trump rendeva pubblica la decisione di sollevare per 90 giorni una parte dei dazi. Un caso? Se lo chiedono in molti.

Il vero nemico n. 1
Insomma, Il debito pubblico sembra proprio essere il nemico pubblico numero uno del presidente USA. Trump è in buona compagnia, in realtà, dato che sono molte le nazioni che hanno problemi simili. Ma ciò che cambia radicalmente sono le strategie per migliorare i conti pubblici. Quelli di Trump sono a dir poco bizzarri. In poche settimane è riuscito ad inimicarsi il mondo intero, aprendo innumerevoli fronti di guerra commerciale, dalla Cina al Lesotho. E soprattutto creando una confusione tale da mietere una vittima su tutte le altre: la credibilità degli USA.
Su questo punto sono in molti ad essere d’accordo: comunque si sviluppino le trame intrecciate in questi primi mesi di amministrazione Trump, nessuno avrà più una cieca fiducia verso un governo capace di qualsiasi cosa, perennemente in balìa degli stati emotivi del loro leader, che sembra preda di allucinatori sogni di potere. E di conseguenza sempre meno investitori metteranno a rischio i propri soldi. Senza parlare del dollaro come moneta di riferimento.
Ed anche se le questioni economiche potranno trovare una loro ricomposizione, probabilmente per il buon nome del governo stelle e strisce ci vorrà molto più tempo. Staremo a vedere quali giudizi ne trarrà da tutto ciò, cammin facendo, l’elettorato americano.
Come ha scritto Trump stamattina sul suo social Truth: “Che giornata, ma ne arriveranno altre di grandi giornate!!!”


